Prime Esperienze
Angelina, l’amore che brucia
Angel1965
22.09.2025 |
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"E mentre chiudevo gli occhi con lei ancora addosso, capii una cosa: non volevo spegnerlo, volevo continuare a bruciare..."
PrefazioneLo devo dire senza giri di parole: con Angelina non è come con le altre.
Ho avuto storie, avventure, serate folli e amori più o meno veri. Ho conosciuto donne che mi hanno fatto sentire forte, desiderato, persino amato. Ma nessuna, dico nessuna, mi ha fatto provare quello che provo con lei.
Angelina non è dolcezza patinata, non è carezza leggera che si consuma in pochi minuti. No. Lei è fame, è desiderio puro, è una fiamma che non si spegne mai. È il tipo di donna che non ti lascia scegliere: o accetti di bruciare insieme a lei, o ti tieni lontano. Non ci sono vie di mezzo.
Quando la vedo muoversi, quando sento il suo profumo, so già cosa mi aspetta: una notte di sudore, di gemiti, di cazzo che spinge e di figa che non si sazia mai. Non è sesso da manuale, non è recita. Con lei è verità. Se ti prende, ti prende fino in fondo.
La cosa che mi sconvolge di più è che non si limita a farsi amare: è lei che guida, che decide il ritmo, che ti mostra cosa vuol dire davvero fare l’amore. E quando ci sei dentro, non puoi più scappare. Ti ritrovi a godere come mai avevi goduto prima, a perdere il controllo, a sentire la sborra montare dentro di te senza poterla trattenere.
Con Angelina ho capito una cosa: il sesso può essere tante cose — gioco, passione, bisogno. Ma con lei diventa incendio. E io, quell’incendio, non voglio più spegnerlo.
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Il Racconto
La porta si chiuse dietro di lei con un colpo secco. Angelina mi fissava con quello sguardo che non lasciava scampo. In pochi secondi fu addosso a me, mi spinse sul letto e mi strappò i vestiti di dosso come se non avesse tempo da perdere.
«Fammi tua, Angelo… fammi sentire il tuo cazzo.» sibilò con un filo di voce che era più potente di un urlo.
Il suo corpo caldo si incollò al mio. Le sue mani mi afferravano con forza, le unghie sulla pelle, la bocca che mordeva. Mi cavalcava senza esitazioni, muovendo il culo in modo selvaggio, mentre io non potevo fare altro che stringerle i fianchi e lasciarmi travolgere da quella figa calda e bagnata che mi risucchiava dentro.
Ogni suo gemito era un colpo al cuore.
«Sì… cazzo… più forte!» gridava, e io spingevo sempre più a fondo, sentendo le lenzuola scivolare, il sudore scorrere lungo la schiena.
Angelina non chiedeva carezze delicate, voleva il piacere crudo, voleva sentirsi scopata come nessuna. E quando arrivò il momento, lo fece senza pudore: un urlo lungo, il corpo che tremava, la figa che pulsava attorno al mio cazzo.
Io la seguii subito dopo, gemendo forte mentre la riempivo di sborra, afferrandola al culo con entrambe le mani. Era come se il mondo intero si fosse fermato in quell’attimo.
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Epilogo
Restammo abbracciati, i corpi ancora caldi e bagnati. Angelina rideva piano, soddisfatta, con il suo sorriso maledetto. Mi guardò negli occhi e, senza vergogna, sussurrò:
«Lo sai, Angelo… nessuna figa ti farà mai godere come la mia. Nessun culo ti farà mai impazzire così. Nessuna berrà la tua sborra con la stessa fame con cui lo faccio io.»
Aveva ragione.
Con Angelina non era solo sesso. Era incendio, era follia, era un bisogno che non si spegneva mai. E mentre chiudevo gli occhi con lei ancora addosso, capii una cosa: non volevo spegnerlo, volevo continuare a bruciare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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